Milano è una città che corre, che alza la voce, che occupa spazi immensi.
Ho deciso di cambiare prospettiva
Milano è una metropoli dove tutto sembra dover essere monumentale per essere notato, dove le vetrine si rincorrono e il rumore di fondo non si spegne mai.
Eppure, proprio nel cuore di questo movimento perpetuo, tra i palazzi che profumano di storia e il traffico che scorre frenetico, ho sentito il bisogno di creare un’oasi di segno opposto.
Per il mio prossimo temporary ho scelto consapevolmente uno spazio piccolo, quasi nascosto, un luogo che non cerca di competere con la grandezza di spazi esclusivi, ma che offre un rifugio.
Pochi metri quadri con tanta atmosfera: volevo un luogo che costringesse alla vicinanza, che accorciasse le distanze fisiche ed emotive e che permettesse a chi ci sarà di parlare sottovoce, senza dover gridare per farsi ascoltare.
Quiete, silenzio, lentezza.
Sono queste le parole che ho portato con me durante i sopralluoghi, cercando un angolo che potesse ospitare non solo i miei capi, ma anche i vostri pensieri.
In un'epoca di grandi spazi, di showroom dispersivi e di centri commerciali dove ci si sente minuscoli e anonimi, il mio piccolissimo mondo a Milano sarà un esercizio di intimità.
È una sfida alla cultura del "più grande è meglio". Perché la bellezza, quella vera, quella che si infila tra le pieghe di un tessuto artigianale o nel dettaglio di una cucitura fatta a mano, non ha sempre bisogno di spazio per gridare: ha bisogno anche di silenzio per essere ascoltata, capita e finalmente scelta.
Lo spazio piccolo come scelta ponderata
Preparare un temporary shop in uno spazio raccolto richiede una disciplina estrema. Quando i metri sono pochi, ogni scelta diventa cruciale. Non c’è spazio per il superfluo, per il "già visto" o per la merce che serve solo a riempire i vuoti.
In questo spazio così intimo, ogni capo è stato selezionato con precisione chirurgica. Ogni paio di scarpe, ogni accessorio, ogni abito occupa un posto preciso e con una dignità propria.
Questa dimensione ridotta mi permette di fare qualcosa che negli spazi grandi va perduto: curare l'invisibile. Posso accorgermi di una piega, posso regolare la luce perché accarezzi un tessuto nel modo giusto, posso assicurarmi che il profumo che ho scelto vi accolga appena varcate la soglia.
Varcare la porta di questo temporary non sarà come entrare in un negozio, ma come entrare in un camerino condiviso, in un piccolo laboratorio, in una stanza che per una settimana diventa il centro del mio universo.
L’incontro: quando la cliente diventa persona
La magia dello spazio piccolo è che non permette di nascondersi. In un grande store puoi essere un numero, un’ombra che si muove tra gli scaffali. Qui no. Qui ci saremo io e te e (forse) l’amica che porterai.
Il mio temporary a Milano è nato per favorire l’incontro autentico. In questo spazio, la conversazione non è un optional, ma l'anima stessa dell'evento.
Ho scelto questo formato perché conoscersi o rivedersi passando per il digitale non è scontato.
È così che nasce quella complicità che arriva solo quando ci si sente protette da quattro mura che sanno di casa.
Molte di voi tornano ad ogni edizione, portando con sé un pezzetto della loro vita; altre entreranno per la prima volta, magari attirate da un dettaglio in vetrina. Per tutte, l'accoglienza sarà la stessa: lenta, presente, reale.
La collezione: toccare con mano l'essenza
L’online ci toglie una parte fondamentale dell'esperienza: il tatto.
Possiamo immaginare la morbidezza di una seta o la consistenza di una pelle suede, ma è solo toccandole che capiamo se fanno per noi.
In questo appuntamento milanese troverete i capi in saldo della collezione invernale.
Potete prendervi il vostro tempo, sentire le trame, capire come un colore reagisce alla luce naturale che entra dalla vetrina.
Non c'è fretta, non c'è la pressione dell'acquisto compulsivo. C'è solo il piacere della scoperta.
Un piccolo gesto di gratitudine: l'omaggio pensato per voi
Proprio perché credo nel valore del tempo e dell'incontro, volevo che chiunque varcasse la soglia del mio temporary si sentisse speciale.
Un atto di ospitalità.
Ho preparato un piccolo omaggio per chi verrà a trovarmi.
È un pensiero da portare via come ricordo di questo momento condiviso. Sarà il mio modo per dirvi "Grazie di aver fatto un pezzo di strada con me".
Per assicurarmi di avere un omaggio pronto per te e per gestire al meglio questo spazio così raccolto, ho creato un invito digitale riservato. Scaricarlo è un gesto semplice che mi aiuta a preparare la tua accoglienza nel migliore dei modi.
Informazioni pratiche per il nostro incontro
Nonostante la natura intima e quasi segreta del mio spazio, voglio che trovarmi sia semplicissimo.
Milano può essere un labirinto, ma il mio temporary è un punto fermo di luce e calma.
- 📍 Dove mi trovate: in via Spartaco 11, zona Porta Romana-Porta Vittoria
- 🗓️ Quando: dal 2 all’8 febbraio
- ⏰ Orari: dalle 10:30 alle 19:00
Se avete dubbi o volete assicurarvi di trovare un capo specifico, l'invito digitale contiene anche tutti i riferimenti per scrivermi direttamente.
Mi piace pensare che il nostro dialogo inizi già ora, tra queste righe, per poi proseguire di persona tra gli scaffali di Milano.
Il fascino dell’impermanenza: smontare per ricordare
C’è qualcosa di malinconico e bellissimo nello smontare uno spazio temporary quando finisce.
Si tolgono i manichini, si ripiegano abiti e maglie, si spengono le luci.
Ma le pareti di quel piccolo spazio restano impregnate delle parole che ci siamo scambiate.
Quello che resta dopo questi giorni non sono solo i capi venduti, ma il senso di comunità che siamo riuscite a costruire.
Lo spazio piccolo faciliterà questo processo: creerà una memoria condivisa più forte.
Ci si ricorda del colore di quella maglia, ma soprattutto dei sorrisi e delle chiacchiere.
Ti aspetto a piedi nudi (nell'anima)
Il prossimo temporary sarà un'esperienza intensa, potente e profondamente vera.
Sto ultimando i preparativi, scegliendo gli ultimi dettagli per rendere quel piccolo angolo di Milano un posto dove possiate sentirvi, finalmente, nel posto giusto.
Venite a trovarmi non solo per vedere una collezione, ma per prendervi un momento di pausa, vi aspetto con il mio entusiasmo di sempre, la mia selezione curata e quell'omaggio che non vedo l'ora di consegnarvi.
Ci vediamo a Milano, in quel piccolo spazio che, per qualche giorno, sarà il posto più grande del mondo.